Il Leviatano incontinente

Sembrava fatta per Israele: gas per un tempo indefinito, introiti extra sull’export energetico, rafforzamento geostrategico, espansione dell’influenza regionale. E invece qualche problema c’è, e si vede. Anzi, secondo la Society for the Protection of Nature in Israel, si toccherà presto con mano. Le perdite nelle piattaforme marittime della Noble Energy, la compagnia responsabile delle trivellazioni nei pozzi offshore del bacino del Levante, rischiano di arrivare sulle coste israeliane. La questione tocca un nervo sensibilissimo della popolazione, che non ha mai considerato l’ambiente un tema secondario – complice anche la ridotta estensione geografica, e, per alcuni, la natura divina di quella terra. Il pericolo non riguarderebbe solo il Leviatano, il più grande dei giacimenti di gas al largo di Israele, ma anche le decine di pozzi che costellano il lato mediterraneo dello Stato ebraico. Una questione che richiama da vicino alcuni dei dilemmi più complessi che anche Italia si stanno affrontando, come quello che contrappone la salute e l’economia.

Un nuovo grattacapo per il Governo, impegnato ora a fronteggiare il nervosismo montante alla frontiera con Gaza. Un problema che, prima di quanto si possa pensare, rischia di provocare ben altre perdite.

©carlo marsilli

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