Nuove sfide, nuova politica

Time to consider a new Cabinet“. In Libano le parole di Walid Jumblat non rimangono mai inascoltate. Il leader del Partito Socialista Progressista, formazione alla quale fanno riferimento i drusi libanesi, ha invocato oggi la necessità di formare un governo che riesca a stemperare le forti tensioni che scuotono il Paese dei cedri. Gli effetti del sisma politico provocato dalla guerra civile siriana continuano a fare vittime nel confinante Libano: le ultime nella città di Sidone, a Sud della capitale Beirut, in seguito ad una sparatoria tra sciiti sostenitori di Hezbollah e sunniti salafiti.

Secondo Jumblat, vecchio leone della politica libanese, erede politico del padre Kamal, il fondatore del PSP, un nuovo governo potrebbe funzionare “nel periodo di attesa dell’inevitabile caduta del regime di Bashar al Assad”. Una sorta di governo di transizione, che ufficializzi lo stato di crisi in cui versa il Libano e possa avviare una riconciliazione delle forze politiche che si stanno scontrando. Un ritornello già sentito, ma pur sempre un’alternativa allo stillicidio di una nazione.

©carlo marsilli

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