Dog Tags, le piastrine che riportano i morti a casa

Sono apparse in migliaia di film e documentari di guerra, argentate e splendenti sotto alla divisa verde militare, appese al collo dei soldati di ogni schieramento e nazionalità. Prima che gli eserciti le ufficializzassero, le piastrine identificative erano di diversa forma e fattura, lasciate all’inventiva di chi, non sapendo se avrebbe mai rivisto i propri cari, sperava almeno di lasciare un corpo da seppellire nella sua terra. Una storia raccontata per voi dal New York Times

dog tags

Piastrine militari identificative.

Siamo nell’800, durante la guerra civile americana. Alla fine del conflitto più sanguinoso mai combattuto sul suolo nordamericano, i dispersi si contavano a decine di migliaia, 150mila secondo alcune stime, 15 volte di più rispetto a quelli registrati alla fine della Seconda Guerra Mondiale tra le fila degli americani. A quel tempo, l’unico modo per far sapere ai familiari che non ci sarebbe stato ritorno era cucire il proprio nome nel risvolto della giacca, inciderlo sul fondo delle scarpe (per chi le aveva), o scriverlo su una targhetta da appendere al collo.

In seguito fu il cappellano militare Charles Pierce a comprendere le potenzialità della piastrina: durante la guerra ispano-americana, lavorando nell’obitorio si accorse che i corpi identificati avevano maggiori possibilità di essere rimpatriati rispetto a quelli anonimi. E’ così che lo US Army inizia ad adottare le piastrine, tanto che durante la Prima Guerra Mondiale diventano due: al momento del decesso, una veniva rimossa e collocata sulla croce o sulla stella di David, l’altra appesa al cadavere come codice d’identificazione.

Dog Tag antique

Una piastrina americana del 1899. A quel tempo la grandezza era quella di un quarto di dollaro. Il soldato a cui apparteneva si chiamava ARTHUR DURHAM.
Fonte: http://www.treasurenet.com

Col tempo sono nate anche associazioni impegnate nel recupero delle piastrine dai teatri di guerra, allo scopo di fare avere ai familiari delle vittime un ricordo del parente caduto, un simbolo del sacrificio compiuto. Qualcosa che, talvolta, sostituisse un corpo mai tornato a casa.

©carlo marsilli

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